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È possibile impedire a un condomino di trasformare il suo appartamento in B&B?

Abbiamo fatto la domanda al nostro esperto, l’amministratore Pietro Tasca. Ecco la sua risposta:
Sì, ma solo a una condizione molto precisa: il divieto deve essere previsto in modo esplicito in un regolamento contrattuale.
Non basta il semplice dissenso degli altri condòmini. È fondamentale distinguere tra regolamento assembleare e contrattuale: solo quest’ultimo può limitare le proprietà private vietando attività ricettive.
A differenza del regolamento assembleare, votato a maggioranza per gestire i servizi comuni, quello contrattuale trae la sua forza dal consenso unanime: è stato redatto dal costruttore e accettato nei singoli rogiti d’acquisto, oppure approvato in assemblea da tutti i condòmini (1.000/1.000). Proprio questa origine ‘condivisa’ lo rende vincolante; se poi il regolamento viene regolarmente trascritto nei registri immobiliari, il divieto diventa un vincolo che segue l’appartamento, restando valido anche per tutti i futuri acquirenti.
In assenza di un divieto esplicito, riferito in modo diretto alle attività ricettive (B&B, affittacamere, case vacanza…) l’attività è generalmente consentita, purché non arrechi disturbo o violi norme di sicurezza e igiene.
Modificare un regolamento contrattuale è possibile solo con l’unanimità, soglia irraggiungibile se il diretto interessato si oppone.

A cura di Pietro Tasca – @amministrazionitasca