
I Bonus Casa 2026 rappresentano un’opportunità concreta per intervenire sugli immobili migliorandone comfort, qualità e prestazioni energetiche. Tuttavia, l’accesso alle detrazioni fiscali richiede attenzione, metodo e una corretta gestione tecnica e amministrativa. In questa guida, analizziamo passo dopo passo cosa fare, prima, durante e dopo i lavori, per non perdere i benefici fiscali.
Affrontare una ristrutturazione oggi significa muoversi tra progetto, cantiere e normativa fiscale. I Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus 2026 continuano a essere strumenti fondamentali, ma richiedono un approccio rigoroso, in cui ogni fase deve essere pianificata con precisione. Vediamo come orientarsi.
Cosa serve in sintesi
Per accedere correttamente ai Bonus Casa è indispensabile rispettare alcuni requisiti formali, spesso sottovalutati ma decisivi. La correttezza documentale è parte integrante del progetto, al pari delle scelte architettoniche.
- effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante
- conservare fatture e ricevute
- trasmettere la comunicazione ENEA, quando prevista
- indicare le spese nella dichiarazione dei redditi, recuperando la detrazione in 10 quote annuali
Prima di iniziare i lavori
La fase preliminare è quella che più incide sulla buona riuscita dell’intervento, anche dal punto di vista fiscale. Prima dell’avvio dei lavori è necessario. Un progetto ben impostato riduce il rischio di errori e garantisce coerenza tra intervento edilizio e agevolazione fiscale.
- verificare di avere titolo sull’immobile (proprietà, usufrutto, locazione, comodato)
- affidarsi a un tecnico abilitato – architetto, ingegnere o geometra – che inquadri correttamente l’intervento
- presentare, se richiesta, la pratica edilizia adeguata (CILA, SCIA o altra comunicazione comunale)
- pianificare fin da subito pagamenti tracciabili e conformi
Durante i lavori
Nel corso del cantiere è fondamentale mantenere la disciplina amministrativa: ogni documento rappresenta un tassello essenziale del fascicolo dell’intervento.
- tutti i pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e dati dell’impresa esecutrice
- va conservata con cura tutta la documentazione, inclusi: fatture, ricevute dei bonifici, eventuali asseverazioni tecniche
Dopo i lavori: comunicazione ENEA
Per alcuni interventi, in particolare quelli legati al risparmio energetico, è obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
La procedura prevede l’accesso al portale ENEA dedicato alle detrazioni fiscali e la compilazione della scheda descrittiva, inserendo:
- dati dell’immobile
- tipologia di intervento
- spese sostenute
- informazioni tecniche richieste
Chi può inviare la comunicazione
L’invio telematico può essere effettuato:
- direttamente dal contribuente
- da un tecnico abilitato
- da un CAF o intermediario fiscale, se incaricato
Una volta completata la procedura, è indispensabile conservare la ricevuta ENEA insieme a tutta la documentazione dell’intervento. La mancata trasmissione entro i termini può comportare la perdita della detrazione, anche in presenza di pagamenti corretti.
Dichiarazione dei redditi
È possibile procedere autonomamente o affidarsi a un professionista per una corretta compilazione di tutta la documentazione. In fase di dichiarazione (Modello 730 o Redditi PF) occorre:
- indicare l’importo della spesa sostenuta
- riportare i dati catastali dell’immobile
- suddividere la detrazione in 10 rate annuali di pari importo
Interventi condominiali
Nel caso di lavori sulle parti comuni:
- il pagamento è effettuato dall’amministratore di condominio
- il singolo condomino detrae la quota a lui imputata
- l’amministratore rilascia una certificazione con importi, millesimi e dati del condominio
Questo documento va conservato e utilizzato per la dichiarazione dei redditi.
Per evitare errori
Alcuni errori formali, apparentemente marginali, possono compromettere il diritto alla detrazione. I più frequenti sono:
- utilizzo di bonifici ordinari anziché parlanti
- avvio dei lavori senza il titolo edilizio richiesto
- omissione della comunicazione ENEA, quando obbligatoria
Affrontare i Bonus Casa con un approccio progettuale, integrando competenze tecniche e fiscali, è la chiave per trasformare un’agevolazione in una reale opportunità di valore per l’abitare contemporaneo.
Per quanto conservare la documentazione
La documentazione relativa ai Bonus Casa deve essere conservata per tutta la durata della detrazione e per i termini di accertamento fiscale. In pratica:
- le detrazioni sono ripartite in 10 anni
- l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui viene utilizzata l’ultima rata
- fatture, bonifici, ricevute ENEA, pratiche edilizie e certificazioni condominiali vanno quindi conservate per almeno 15 anni
