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Dai giochi da bambina nel bosco alla progettazione di una stanza magica, dove la natura entra senza chiedere il permesso: non si tratta di riempire le stanze di piante, ma di fare spazio al ‘respiro del fuori’. Vi raccontiamo una casa dove la pioggia, la luce e il silenzio diventano i veri elementi d’arredo…

Da bambina il bosco era il mio posto preferito. Costruivo piccole stanze nel verde con pezzi di legno, sassi e le mille stoffe colorate che mi dava la nonna.

Mi piaceva l’idea di poter arredare un rifugio nel verde, anche se allora non sapevo ancora chiamarlo così.

Quando ho immaginato questa stanza vetrata circondata dalla natura, credo di aver cercato proprio quella sensazione: un luogo in cui il confine tra dentro e fuori potesse quasi sparire.

La cosa più bella è che la natura entra ogni giorno senza chiedere permesso…

La luce del mattino, la pioggia sui vetri, gli alberi che si riflettono sul pavimento, il silenzio della neve.

E per un attimo tutto sembra appartenere allo stesso respiro.