
Tra gli espositori di Med Soul 2025, Shari Caviglia è laureata in Architettura ma ha seguito poi la sua vera passione: l’oreficeria. Oggi crea gioielli d’argento e oro con tecniche tradizionali e stampa 3D: su anelli, bracciali e collane imprime i dettagli e i profili dei più bei palazzi genovesi
Si definisce una “artigiana orafa non convenzionale”. La genovese Shari Caviglia è laureata in Architettura ma ha fatto poi della sua passione per l’oreficeria il suo vero mestiere. Oggi fonde le tecniche tradizionali con quelle della progettazione e stampa 3D e crea gioielli d’argento e oro con il suo brand Shari Caviglia Jewels. Sono piccole architetture da indossare su anelli, bracciali e collane.
Shari qual è stato il suo percorso professionale e quando è nata la sua passione per l’arte orafa? «Sono laureata in Architettura con specializzazione in restauro. Ho lavorato per diversi mesi in uno studio di architetti ma ho capito che non era la mia strada. Mentre ero ancora all’università, avevo avuto l’occasione di partecipare a un workshop con un orafo genovese che ti guidava passo passo alla progettazione e alla successiva realizzazione di un gioiello. È stata una folgorazione! Così, quando ho cominciato a ragionare sul mio futuro, la mia mente è andata subito lì, in un ambito che avrebbe potuto valorizzare la mia naturale creatività permettendomi, contemporaneamente, di sfruttare le mie competenze di progettazione 3d nel campo della gioielleria».
Ha deciso quindi di approfondire gli studi? «Sì, ho frequentato un corso all’Accademia Digitale Dama di progettazione e stampa 3d a Milano, ma ho capito che ancora mancava qualcosa. Infatti, per poter creare un gioiello che fosse indossabile, dovevo trovare il modo di realizzare i giusti pesi e spessori. Ho seguito così un corso di oreficeria alla Scuola Orafa Ambrosiana di Milano per studiare le tecniche tradizionali orafe. Terminati questi studi ho portato i curricula in tutta Genova e ho avuto la fortuna di poter fare apprendistato da due orafi genovesi che mi hanno permesso, con competenza e pazienza di fare un po’ di gavetta. Nel mentre mio padre, informatico, mi ha regalato la mia prima stampante 3d, e da lì sono partite le mie collezioni, nelle quali ho fuso le mie due anime, quella di architetto e quello di artigiana orafa, creando gioielli architettonici e floreali. Nel 2023 ho aperto il mio laboratorio in Via degli Orefici 8/20 a Genova».
Ci racconta come si svolge il suo mestiere di artigiana “non convenzionale” e chi sono i suoi clienti? «Ho voluto fare del mio passato il mio punto di forza. Per me ogni gioiello nasce come un progetto nel quale fondo l’innovazione della progettazione e stampa 3d alle tecniche tradizionali orafe rifinendo il gioiello a mano a banchetto. I miei gioielli nascono sempre da un dettaglio che mi colpisce. Lo fotografo, successivamente lo schizzo a mano, da lì passo al 2d e successivamente alla progettazione 3d. Stampo il prototipo del gioiello in resina e lo mando a fondere nel materiale prescelto per poi rifinirlo a mano a banchetto con le tecniche tradizionali orafe. Realizzo anche molti gioielli personalizzati, che possono partire da un gioiello già presente in collezione rivisitato oppure partire da zero ispirandosi ad un posto o a un dettaglio del cuore o ad un fiore. I miei clienti in generale sono persone che amano portare con sé un gioiello che ricorda casa, che racconta la loro storia. Sono spesso architetti, ingegneri, divulgatori, storici d’arte, persone dall’animo romantico».
Da cosa trae ispirazione per le sue creazioni? Quali materiali ama di più lavorare? «Traggo ispirazione da ciò che amo maggiormente, l’architettura e la natura. Sono sempre con il telefono in mano in giro per catturare dettagli. Adoro perdermi nei dettagli architettonici, ad esempio i battenti in ferro delle porte. Nel caso della natura adoro i fiori, e cerco di far trasparire la delicatezza e la plasticità di questi attraverso i miei gioielli. Lavoro l’argento 925 e l’oro su commissione. Sono i due metalli che preferisco, coi quali sento di esprimermi al meglio».
Quali sono i suoi best seller? «Direi di avere 6 prodotti best seller e sono: l’anello a scudo Skyline Genova, un anello a sigillo con una mia illustrazione dello skyline della città inciso sopra. L’anello Boccadasse, completamente lavorato a 360 gradi: è super dettagliato con tanto di barchetta sulla spiaggia. L’anello regolabile del Duomo di Genova: rappresenta le colonne che incorniciano i portoni della cattedrale di San Lorenzo. E poi ci sono tre anelli floreali: uno regolabile a tema papaveri, la collana rigida a due fili lavanda, gli orecchini earcuff lavanda, piccolini, asimmetrici e molto originali».
Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «Si sto laborando a una nuova linea floreale chiamata Margherita, a un nuovo progetto che vorrei aggiungere alla linea wedding, e una collezione con tema Tarocchi per la design week di Genova, uche mi spinge ad andare un po’ oltre la mia confort zone ma che trovo proprio per questo molto interessante».
