
Nata a Catania e cresciuta nella Tuscia Viterbese, Marta ha trascorso le sue estati dell’infanzia in Sicilia «tra il profumo di gelsomino e il gelo di melone» ed è lì che a 16 anni ha incontrato la cartapesta. Senza più lasciarla: oggi con il suo brand “Martapesta” crea sculture originali e immaginifiche
Marta Consoli, in arte Martapesta, è una delle artigiane che hanno partecipato all’edizione 2025 di Med Soul a Genova. Nata a Catania e cresciuta in una casa di campagna della Tuscia Viterbese, ha trascorso le sue estati dell’infanzia in Sicilia «tra il profumo di gelsomino e il gelo di melone ed è lì che a 16 anni ho incontrato la cartapesta». Le sue creazioni hanno sempre un tocco fiabesco e giocoso. «I materiali che utilizzo sono poveri ma a renderli preziosi è il tempo: amo l’ironia, mi ispira molto l’immaginario del realismo magico e la restituzione del mondo con uno sguardo naif».
Qual è stato il suo percorso lavorativo e quando è nata la sua passione per l’artigianato e per la cartapesta? «Penso che l’amore per l’artigianato, per il fare lento, mi abbia sempre accompagnato. Sono cresciuta in un ambiente creativo, dove la lente con la quale ho imparato a osservare quello che mi circondava era il senso del possibile, creare ed esprimersi anche attraverso la materia. Le parole chiave che mi hanno formata sono “potenziale, recupero e libera interpretazione”. Ho incontrato la cartapesta a 16 anni, in Sicilia, dove poi sono tornata a imparare durante il mio anno sabbatico prima di proseguire gli studi: ho scoperto che la carta poteva diventare qualsiasi cosa, bastava immaginarlo. “Martapesta” nasce nel 2005 da una passione che con il tempo si trasforma in un progetto personale: oltre a mostre e organizzazione di eventi con collettivi artistici e collaborazioni con altri artisti, negli anni mi sono dedicata a progetti didattici per ragazzi e bambini disabili, detenuti della casa circondariale e dal 2021 organizzo nella Tuscia Viterbese, dove vivo e lavoro, corsi residenziali per piccoli gruppi».
Ci racconta come si svolge il suo mestiere di artigiana e chi sono i suoi clienti? «Dopo una breve esperienza di “bottega a vista” mi sono accorta di quanto fosse importante ritrovare il piacere e la libertà dell’imprevedibilità dei momenti creativi, così ho ricercato spazi di lavoro tra natura e silenzio che mi potessero restituire l’intimità di cui avevo bisogno. Scegliendo di non avere un negozio fisico, negli anni ho avviato delle collaborazioni con realtà che stimo, capaci di raccontare e valorizzare l’artigianato nel modo a me più vicino. I miei clienti sono molto belli, vengo contattata per celebrare dei momenti speciali, con le mie sculture cerco di interpretare e dare forma al messaggio che porteranno».
Le sue creazioni hanno sempre qualcosa di fiabesco e giocoso: da cosa trae ispirazione? «Anche se tramite la scultura mi sento molto vicina al mondo dell’illustrazione – da qui ho iniziato a definire il mio lavoro “illustrazioni da toccare” – amo l’ironia, mi ispira molto l’immaginario del realismo magico e la restituzione del mondo con uno sguardo naif. Cerco a mio modo di semplificare il complesso, connettermi con lo stupore e la meraviglia, cercandolo nelle piccole cose quotidiane. Mi sono chiesta in che modo le sculture che creavo mi assomigliassero, poi mi sono resa conto che parlavano di me nel modo più intimo che potessi fare, raccontando i miei paesaggi interni».
Lei organizza anche corsi residenziali: di cosa si tratta e chi può partecipare? «I corsi residenziali nascono nell’estate del 2021, dando la possibilità a chi partecipava di essere ospitato in una porzione della casa di famiglia, un antico casale di campagna della metà 800. Da poco abbiamo inaugurato il nuovo atelier, dove da quest’anno saranno tenuti i corsi, alloggiando in strutture ricettive facilmente raggiungibili dal posto di lavoro. L’idea è quella di proporre una pausa creativa imparando la tecnica della cartapesta e nel tempo libero esplorare il territorio, siamo nella Tuscia Viterbese, a pochi chilometri dal lago di Bolsena. I corsi sono rivolti ad adulti e hanno l’obiettivo di fornire anche a chi non ha mai preso un pennello in mano, di sperimentare e creare. Una volta a casa si impara a trasformare un’idea in progetto, modellare un foglio di giornale, rivestire con la tecnica degli strati e colla naturale, decorare con gli acrilici».
Sta lavorando su nuovi progetti, idee, creazioni? «Sono partita con la tecnica degli strati, con il tempo ho avuto la necessità di ricercare texture e consistenze differenti al tatto, iniziando lo studio sulla pasta di carta, portandomi a scoprire forme e colori nuovi».
