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Cos’è una pergola bioclimatica? Quando la si può installare senza permessi? Quando sono richiesti? Bastano alcune scelte progettuali e permessi comunali per trasformarla da struttura temporanea per fare ombra a locale abitabile. Parliamo di biopergole e come realizzarle: ecco qui le risposte alle tue domande!

Se è una struttura temporanea per fare ombra, rientra nell’edilizia libera, ma bastano alcuni accorgimenti (e permessi comunali) per trasformarla in locale abitabile.

Quando una pergola è bioclimatica?
Perché si possa definire biopergola il ‘tetto’ deve essere formato da lamelle orientabili che servono sia a modulare la luce, lasciandola filtrare quando sono in verticale o oscurandola totalmente quando sono in orizzontale, sia a garantire la corretta ventilazione per creare un ambiente confortevole. Le lamelle si muovono elettricamente anche con telecomando e a volte sono dotate di sensori che le chiudono in automatico quando inizia a piovere.

Serve sempre un architetto per realizzare una pergola bioclimatica?
No: le aziende produttrici delle biopergole hanno un ufficio tecnico in grado di sviluppare il progetto in autonomia, ma se la pergola è del tipo che fa cubatura serve un architetto che si occupi della parte burocratica.

Quando rientra in edilizia libera?
Se la scegli di piccole dimensioni (per esempio da 2×2 m su un terrazzo di 4,5-5 mq), chiusa lateralmente da tende o vetrate amovibili e fissata al suolo con sistemi bullonati che ne permettono sempre la rimozione, la biopergola non necessita di permessi perché è considerata una copertura temporanea che non aumenta il volume dell’abitazione e/o non costituisce una trasformazione urbanistica del territorio.

Quando serve l’autorizzazione?
Se progetti di chiudere il perimetro della biopergola con vetrate non amovibili e di fissarla a terra permanentemente (per esempio ancorando i pali a blocchi di cemento), sappi che la struttura trasforma lo spazio outdoor da superficie accessoria a superficie utile, cioè un volume abitabile stabile e fruibile tutto l’anno che quindi amplia la cubatura della casa. Per questo richiede una SCIA o il Permesso di Costruire in base al Comune di appartenenza.

Se è chiusa e fissa, come si decide quanto può essere grande?
L’architetto verifica che nel piano di zona ci sia della cubatura residua (questo perché la pergola chiusa fissa produce un aumento di cubatura). Se ce n’è abbastanza, l’interessato in assemblea condominiale comunica la sua volontà di utilizzarla. Deve avere il consenso degli altri inquilini e la conferma che nessun altro di loro intenda sfruttarla.

Come si riscalda la biopergola?
Per quella senza chiusure fisse bastano dei radiatori elettrici su ruote da posizionare dove vuoi; per quella chiusa da vetrate che fa cubatura solitamente si sceglie un riscaldamento a pavimento che diffonde il calore al meglio.

Come si gestisce la parte elettrica?
La biopergola si può cablare lungo i profili verticali e orizzontali, quindi occorre collegare il sistema elettrico con uno o più punti corrente sul terrazzo.

Guarda il progetto di un architetto CF style sulla pergola bioclimatica.

A cura di Elena Favetti e Paolo Manca